TRATTATO DI MALTA – PASSI AVANTI CONCRETI O ENNESIMO BLUFF?

L’ultima doccia fredda, in ordine di tempo, è arrivata stamattina dalle colonne del Messaggero con l’intervista in cui il commissario europeo ai migrantDimitris Avramopoulos  avverte: « Su Malta per ora nessun accordo, il trattato è solo un “paper”, su cui si dovrà trovare un’intesa al prossimo Consiglio europeo di Lussemburgo».

Ben al di là dei proclami lanciati all’indomani del vertice maltese sulla redistribuzione dei migranti che sbarcano in Italia e la revisione del Trattato di Dublino, arriva dunque un nuovo, cauto altolà dalla massima autorità europea in materia di migrazioni.

Dimitris Avramopoulos

La mossa di Avramopoulos fa peraltro seguito all’articolo del Pais, secondo cui all’intesa siglata da Germania, Francia, Italia e Malta, che prevede la ridistribuzione volontaria nei paesi europei dei migranti soccorsi nel Mediterraneo, hanno opposto un netto rifiuto Spagna e Grecia, due stati chiave. Di qui l’annuncio: al summit dei ministri degli Interni europei, fissata per il prossimi 78 e 8 ottobre, il governo spagnolo e quello della Grecia voteranno no. Nell’incontro si dovrebbe decidere quante nazioni dell’Unione europea aderirebbero al piano volontario della durata di sei mesi, lasciando però a ciascuno stato la facoltà di tirarsi indietro, in qualsiasi momento e senza dover dare spiegazioni.

Per Madrid e Atene – si legge in prima pagina sul quotidiano spagnolo – il cosiddetto patto di Malta si basa su uno schema che mira quasi esclusivamente ad affrontare il problema italiano della gestione dei flussi. Il Pais fa notare inoltre come, dopo quattro anni di scontri, il meccanismo sia stato pensato per offrire solo un aiuto all’Italia, ora che il suo governo «si è liberato» del leader della Lega, Matteo Salvini.

Insomma, non è accettabile, secondo Spagna e Grecia, che si possano smistare in Europa solo i naufraghi salvati in alto mare, escludendo perciò i migliaia di disperati che arrivano in Spagna e le decine di migliaia che sono tuttora fermi in Grecia. Va ricordato sul punto che, secondo il Rapporto Eurostat 46/2009, è in atto una crescente commistione fra i diversi tipi di immigrazione, in particolare tra i richiedenti asilo (che rientrano negli Accordi di Dublino del 1990, più volte rivisti) e i migranti economici. Sul totale dei richiedenti asilo nell’Ue, l’8,5 per cento ha fatto domanda in Italia, mentre il 27,9 per cento l’ha fatta in Germania e il 19 per cento in Francia.

Resta però aperta l’incandescente questione degli sbarchi clandestini, che rischia in queste ore di esplodere anche alla frontiera ellenica.

Il Giornale pubblica oggi dati da brivido sugli arrivi a Samos. Quest’anno sono già sbarcati 38.598 migranti, quasi diecimila in più rispetto ai 29.718 del 2017 e ai 32.494 del 2018. Effetti delle “maglie larghe” di Ankara, nonostante il patto miliardario stilato con l’Unione Europea da Erdogan, il quale secondo molti osservatori utilizzerebbe ora una sorta di “ricatto migratorio” per cercare nuovi accordi economici con la Germania sulla gestione dei flussi lungo la rotta balcanica.

Di qui l’allarme lanciato in queste ore dal vice ministro greco della Protezione civile, Giorgos Koumoutsakos: «migliaia di migranti ammassati a Smirne sono pronti alla traversata». Una bomba, sottolinea il quotidiano diretto da Sallusti, pronta ad esplodere. E che ovviamente rende sempre più lontana l’ipotesi di un concreto patto fra stati per la effettiva redistribuzione dei migranti, chiesta dall’Italia e sbandierata a Malta come “cosa fatta”.

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