SGARBI/TREMONTI – UN RINASCIMENTO BENEDETTO DA TRIA

Sorpresa. C’è anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria fra i sostenitori del progetto politico-filosofico contenuto nel libro “Rinascimento – Con la cultura (non) si mangia” di Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti. Era l’estate 2017, quando il libro andava in stampa, e Giovanni Tria, quasi certamente, si sentiva ben lontano dall’andare ad occupare la poltrona di Quintino Sella in una inedita compagine governativa fra M5S e Lega.

Aperto da citazioni auree come quelle del Premio Nobel per la letteratura Gao XingjianÈ necessario un nuovo rinascimento non solo artistico letterario per il benessere di tutta la società») e quelle, lungimiranti, pronunciate nel 1983 da John Kenneth Galbraith («Molto più che l’indice economico del PIL, in futuro il livello estetico diventerà determinante per indicare il progresso della società»), il volume si muove sull’onda di un sovranismo ante litteram, che sembra avere ben poco di populismo e molto, invece, di orgoglio culturale, artistico e storico. Un saggio insomma sulla superiorità estetica dell’Italia, declinata anche in chiave economica.

Due personalità, Sgarbi e Tremonti, che più diverse e antitetiche non si può, a cimentarsi nella stessa impresa letteraria, così come nella creazione del movimento politico. Eppure hanno già lavorato insieme una quindicina d’anni fa, governo Berlusconi, nel 2002. Tremonti a capo dell’Economia e Sgarbi sottosegretario alla cultura guidata da Giuliano Urbani, in un confronto acceso nel quale non erano mancate le polemiche.

Foltissima e super variegata la lista di coloro che hanno apprezzato il libro, i cui nomi sono compresi nell’elenco dei 144. Oltre a Tria, eccone alcuni, fior tra fiori, in rigoroso ordine alfabetico: Francesco Alberoni, Paolo Becchi, Pierangelo Buttafuoco, Roberto D’Agostino, Vittorio Feltri, Giordano Bruno Guerri, Diego Fusaro, Rainer Masera, Piergorgio Odifreddi, David Parenzo, Paolo Portoghesi, Guido Rivolta, Marcello Veneziani, Gianfranco Vissani. Duro da capire, però, come facciano a ritrovarsi d’accordo un economista marxista a tutto tondo come Diego Fusaro e – per fare un solo esempio – un banchiere come Rainer Masera.

Da ricordare che Tremonti, nei primi giorni del totoministri, fu tra i primi nomi a rimbalzare per la poltrona di titolare a Via XX Settembre. Piaceva alla Lega ma non ai 5 Stelle. Quindi è seguito il valzer dei nomi fino ad approdare a quello di Tria. Il quale, di tutta evidenza, già stimava il lavoro e le produzioni intellettuali griffate Sgarbi-Tremonti.

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