REDDITO DI CITTADINANZA – DI MAIO VA A SCUOLA DI SOCIALDEMOCRAZIA

Col PD italiano non parla. Ma dai Socialdemocratici tedeschi prende volentieri lezione. Pochi giorni fa il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha incontrato a Berlino il suo omologo tedesco, Hubertus Heil, dell’Spd, al quale ha chiesto lumi su temi come il reddito di cittadinanza, al centro del DEF che agita in questi giorni la politica europea, lo spread e le Borse.

Da Heil ho trovato, con sommo stupore, comprensione per il nostro reddito di cittadinanza, ha esultato il vicepremier. «Mi ha detto: “finalmente ho capito che non è una misura assistenziale, ma uno strumento di politica attiva per il lavoro, come il nostro Hartz IV”», ha aggiunto.

Ma non basta. Perché, un consiglio tira l’altro, e Di Maio ha avuto l’idea di istituire un team con l’unico scopo di studiare i centri di impiego tedeschi e trasferire il relativo know-how  dalla Germania all’Italia. Un sospiro di sollievo per il ministro italiano, che ha esclamato: «sapere di avere il governo tedesco a fianco nella rifondazione dei centri per l’impiego mi rincuora».

«Non ci sorprende – afferma il segretario PSDI Renato d’Andria – che un esponente politico di punta del govrno, come Di Maio, debba abbeverarsi alla fonte della Socialdemocrazia per imparare e seguire le regole del buongoverno. Anzi, lo apprezzo per averlo fatto».

«Prima o poi – aggiunge d’Andria – tutti i leader che conquistano il potere brandendo bandiere rivoluzionarie, anche in senso positivo, comprendono che il socialismo democratico è l’unica forma di governo capace di assicurare ai popoli stabilità, equità, lavoro, giustizia sociale. Tanto più in Germania, dove la Socialdemocrazia, così come in altri Paesi europei, guida il progresso delle nazioni da cinquant’anni ed oltre, garantendo pace ed armonia fra le diverse componenti degli assetti sociali».

 

Nella foto Hubertus Heil

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