RALLENTAMENTO ZONA EURO, LO AMMETTE DRAGHI

Il rallentamento della crescita nell’area euro è “superiore a quanto previsto”.

E’ costretto ad ammetterlo, nell’ultimo intervento davanti alla commissione Affari economici del Parlamento europeo, Mario Draghi, che ora passa il testimone al nuovo numero uno della Banca Centrale Europea, la francese Christine Lagarde.

Il rallentamento, precisa Draghi, è dovuto alla “debolezza del commercio internazionale in un ambiente di persistenti incertezze legate alle politiche protezionistiche ed ai fattori geopolitici”.

Mario Draghi

Cifre e stime citate dal presidente uscente documentano una crescita del Pil reale, nel 2019, pari all’1,1 per cento, uno 0,5 in meno rispetto alle proiezioni elaborate a dicembre 2018. E dell’1,2 per cento per il 2020, in calo dello 0,5 per cento rispetto alle previsioni.

Secondo Draghi, le regole di bilancio europeo vanno “riviste”. Sono risultate “efficaci e sensate per molto tempo – ha sostenuto – ma ora, anche se evitano l’aumento del debito”, non sono comunque così “efficaci perché non hanno potenzialità anticicliche”.

Nel suo intervento sottolinea l’importanza di una “stabilizzazione fiscale centrale” per aiutare i Paesi colpiti da forti crisi e shock finanziari.

E l’importanza di “riforme strutturali”, ossia “l’unico strumento per aumentare le prospettive di crescita”.

Con uno sguardo rivolto al passato poi osserva: “Nel 2011 l’area euro era in piena instabilità finanziaria”, ma da allora “ha fatto molta strada, in parte anche grazie al sostegno fornito dalla politica monetaria della Bce”.

Una Bce che “in questi ultimi anni – sono ancora le parole di Draghi – ha dato prova di disponibilità e determinazione a raggiungere l’obiettivo primario della stabilità dei prezzi, come stabilito dai trattati. Prontezza e determinazione fondamentali per affrontare la crisi economica e i pesanti rischi al ribasso”.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *