JACK LANGE / NUOVI SOCIALISMI PER FRONTEGGIARE I POPULISMI

“In questi momenti di follia collettiva è difficile far sentire le voci contrarie. La propaganda di Salvini è un veleno che intossica le menti. Come diceva Victor Hugo, bisogna distinguere il popolo e le folle. Gli attuali dirigenti italiani arringano le folle, non rappresentano il popolo. E quello che fa questo governo è grave e banale al tempo stesso. In Francia è una storia vecchia, ci sono passato altre volte”.

Parla un esponente storico del socialismo francese, per anni ministro della Cultura nei governi Mitterand, un simbolo del pensiero libero, Jack Lange.

Nella sua intervista rilasciata a Repubbica batte forte l’accento sulla profonda differenza tra il “populismo” e il popolo, tra una politica di socialismo popolare e i populismi di sempre, i sovranismi di oggi.

Ovviamente le sue parole sono indirizzate soprattutto al vicepremier Matteo Salvini, in rotta di collisione con il presidente francese Emmanuel Macron: le cui politiche, però, non sembrano il toccasana per tutti i mali della politica, francese e non solo. Anzi.

Ecco alcuni passaggi dell’intervista di Lange: “E’ facile solleticare gli istinti più bassi. In ognuno di noi si nasconde un po’ di Salvini. Il Bello e la Bestia”.

“Nel profondo gli italiani sono accoglienti, solidali. E non sono un popolo di guerrafondai. Bisogna essere consapevoli del rischio cui si va inconro. Come diceva Francois Mitterand, il nazionaliamo porta ad una sola cosa: la guerra”.

“Ho visto che Salvini vuole cacciare i direttori stranieri dei musei italiani. Che sciocchezza. Quando ho creato il Theatre de l’Europe a Parigi non ho preso un francese ma George Sthreler per dirigerlo. Il nostro cinema è grande anche per le coproduzioni tra Italia e Francia”.

E a proposito della sinistra francese, altre grande malata nel contesto europeo, osserva: “Ci sono molte anime e poca chiarezza. La sinistra francese non va molto meglio. Il partito socialista francese ha deciso di autodistruggersi. Non rimane quasi nulla. L’unica nostra salvezza per adesso è il fatto che Marine Le Pen non abbia potenziali alleati a destra”.

E “giustifica” con qualche pezza a colori l’attuale presidente Macròn: “Cerca di non regalare argomenti a Le Pen. Fa quel che può. Non dico che sia perfetto. Oggi lo criticano, è passato dall’Olimpo al fango. Succede sempre così. Anche Mitterand ha attraversato periodi di impopolarità. Macron, come Mitterand, è un autentico europeista e se devo scegliere tra lui e Salvini non ho dubbi”.

Ma non c’è – come si diceva una volta e come ci si dovrebbe porre con forza il problema soprattutto oggi – una terza via? 

 

Nella foto Jack Lange 

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