Grandi manovre per le Europee – Prime mosse delle Socialdemocrazie

I socialisti europei affilano le armi in vista delle elezioni europee a maggio 2019. L’incontro dello scorso 8 dicembre a Lisbona ha ufficializzato la nomina di Frans Timmermans come “Spitzenkandidat” (vale a dire candidato alla Presidenza della Commissione Europea). Il più entusiasta è stato Udo Bullmann, presidente del gruppo socialista al Parlamento europeo. «Che atmosfera qui a Lisbona! Ci si sente bene – ha twittato Bullmann – a vedere tanti europei motivati. Insieme cambieremo radicalmente l’Europa!».

Franciscus Cornelis Gerardus Maria “Frans” Timmermans, ex ministro degli esteri olandese e attualmente primo vicepresidente della Commissione europea, resta l’unico candidato in lizza, dopo il ritiro a inizio novembre dello slovacco Maros Sefcovic, anche lui vicepresidente dell’esecutivo comunitario.

Frans Timmermans . In alto il leader socialdemocratico tedesco Udo Bullmann

Intervistato dal periodico Nuova Europa, il leader del Social Democratic Party of Germany, Bullman, spiega come intende rilanciare in Europa i valori della Socialdemocrazia, in un periodo di avanzata massiccia del sovranismo ed appannamento delle tradizionali forze politiche.

Per cominciare, Bullman rivela qualche retroscena sulla scelta di Timmermans: «Abbiamo avuto una discussione di tre ore all’interno del gruppo, con domande e risposte, e Frans Timmermans si è dimostrato, come ci aspettavamo, un vero combattente per i nostri valori socialdemocratici. Non abbiamo dubbi che stiamo per iniziare una forte campagna e che abbiamo le migliori possibilità di ottenere un risultato eccellente… di essere quindi un gruppo forte e di avere una forte Commissione europea sotto la sua guida». «Dopo tutto – aggiunge il leader SPD – chi altro sarà il difensore della libertà e della democrazia nell’UE se non Timmermans? Chi altri avrebbe già aperto il dibattito per la sostenibilità e la trasformazione delle economie e delle società europee? So che questi temi sono a lui molto vicini».

Intanto, però, continua a crescere la retorica populista. «Certo – risponde Bullmann – siamo di fronte a trasformazioni epocali, cambiamenti climatici, economia digitale, e non ci nascondiamo che tutto ciò comporta opportunità, ma anche pericoli. Ed anche la migrazione mondiale è un elemento del mondo moderno. Abbiamo davanti grandi sfide e popoli che si sentono minacciati, che temono di perdere il controllo delle loro vite. Ma noi, i progressisti, diciamo che sì, occorre riprendere il controllo delle nostre vite per lo sviluppo di una società sana. Tuttavia – conclude Bullmann –  questo non può essere fatto nelle forme di un nazionalismo superato. Possiamo farlo  fatto solo nell’ottica del progressismo europeo».

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