GIUSTIZIA / PENALISTI SUL PIEDE DI GUERRA CONTRO L’EMENDAMENTO SPAZZA-PRESCRIZIONE

Giustizia, il tema bollente della prescrizione e della durata dei processi.

Dopo la presentazione di uno specifico emendamento da parte di due deputati 5 Stelle, insorgono gli avvocati penalisti.

La UCPI (Unione Camere Penali Italiane), guidata dal neopresidente Giandomenico Caiazza, ha infatti diramato un durissimo comunicato: “presa visione dell’emendamento presentato alla Camera dai 5 Stelle, rileva e denuncia l’inaudita gravità della riforma che con esso si vorrebbe introdurre nel codice penale. In sostanza, l’eventuale approvazione di tale abnorme emendamento, che nemmeno distingue tra sentenza di assoluzione e sentenza di condanna, darebbe luogo, con la conclusione del giudizio di primo grado, ad una pendenza teoricamente infinita sia della sentenza di condanna sia della impugnazione da parte del pubblico ministero della sentenza di assoluzione”.

“Ciò in spregio manifesto dei principi del giusto processo e della sua ragionevole durata sanciti dall’articolo 111 della Costituzione”, rincarano la dose i penalisti, rivolti al Guardasigilli Alfonso Bonafede, che poche ore prima aveva difeso l’emendamento a Otto e mezzo da Lilli Gruber.

Il ministro Alfonso Bonafede. In apertura il presidente Unione Camere Penali Giandomenico Caiazza

Nell’apprezzare il voto contrario della Lega espresso dall’onorevole Molinari, i penalisti dichiarano lo stato di agitazione, “riservando ogni ulteriore determinazione alla verifica del successivo iter parlamentare dell’emendamento”.

Forti dubbi sul tema vengono espressi da uno dei maggiori esperti di diritto penale in Italia, il professor Tullio Padovani, intervistato dal quotidiano diretto da Piero SansonettiIl Dubbio.

“Hanno inventato la categoria del processo eterno – esordisce Padovani – parlano di sospensione fino al giudicato. Peccato che arrivati al giudicato non ci sia più tempo affinché il decorso della prescrizione possa riprendere. Quindi è una abolizione. Lo svarione nel testo fa il paio con lo spregio dei principi costituzionali”.

Aggiunge Padovani: “L’articolo 111 della Costituzione chiede che la legge assicuri la ragionevole durata del processo. Una durata eterna è ragionevole? E poi. La legge non avrà effetto prima di 4 o 5 anni, perché la prescrizione è un principio sostanziale e le novità non possono applicarsi per reati commessi prima della entrata in vigore della nuova normativa. Poi verrà dichiarata incostituzionale. Intanto si fa baccano e si allungano i processi in corso”.

E ancora: “Il magistrato saprà che gli basta chiudere il processo un minuto prima che scatti la prescrizione. Poi le fasi successive dello stesso processo potranno durare anche in eterno”. Amen.

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