GIULIO SAPELLI / IL DEF E’ UNA MANOVRA DI TIPO SOCIALDEMOCRATICO

“Sostanzialmente si tratta di una manovra socialdemocratica”. Così descrive la nuova manovra economica che bolle nel pentolone gialloverde il professor Giulio Sapelli, docente di Storia Economica alla Statale di Milano, ma soprattutto il primo nome che uscì dal toto premier subito dopo il voto e le prime consultazioni.

“Primo ministro per una notte” venne da molti definito il docente che insegnò anche al Matteo Salvini studente di Economia alla Statale. “Gli mancava solo la laurea, ma forse ha fatto bene a tuffarsi completamente in politica”, commenta Sapelli, che non nutre alcun risentimento – almeno non trapela – nei confronti di Lega e 5 Stelle, che poi non scelsero il suo nome e alla fine virarono su un altro docente universitario, Giuseppe Conte.

Forse perché Sapelli era un po’ un rompiscatole? Uno che pensa con la sua testa? Una sorta di bastian contrario? Il futuro – anche prossimo – ci farà sapere.

Nel corso di un’intervista rilasciata a Luca Telese per la Verità, ecco qualche stralcio del Sapelli-pensiero.

“Lo spread viene usato oggi come una clava. Conosco gli investitori, ma i mercati non guardano solo al debito, quanto alla stabilità dei governi”.

“Gli spagnoli traballano, dei britannici meglio non parlare, la Merkel è a fine ciclo. Avete mai pensato che quello italiano è l’unico governo stabile? Credo sia uno dei pochi in Europa che non balla”.

Dichiarandosi soddisfatto delle note di aggiornamento al Def, Sapelli aggiunge: “Sostanzialmente è una manovra di tipo socialdemocratico”.

Fosse dipeso da lui, comunque, avrebbe cercato di convincere il governo a premere di più l’acceleratore sugli investimenti alle imprese.

Inoltre, auspica che “l’attuale esecutivo faccia minori sparate contro l’Unione Europea e che dica le cose in faccia solo nel momento in cui si portino a compimento le cose realizzate”.

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