DOCUMENTI – L’ATTUALITA’ DELLE FORZE D’ISPIRAZIONE SOCIALDEMOCRATICA PER FRONTEGGIARE TUTTI I POPULISTI

Pubblichiamo di seguito alcuni stralci di un lungo intervento scritto da Luigi Troiani su ApertaMente, titolato: “Socialdemocrazia, dove sei finita? Alzati e cammina per l’Europa. Mentre Trump fa virare l’America, l’Europa rischia di perdere i suoi valori nelle prossime elezioni”. L’articolo è stato scritto a febbraio 2017, quindi dopo l’elezione di Trump ma prima delle politiche italiane e in altri paesi europei. Contiene però diversi spunti di particolare interesse e attualità.

Luigi Troiani insegna Relazioni Internazionali e Storia e Politiche Ue all’Angelicum di Roma.

“Un amico italo-americano, scrittore, docente universitario, sopratutto uomo saggio e cauto nei giudizi politici, sostiene che se Donald Trump si fosse confrontato con Bernie Sanders avrebbe perso. Questo l’argomentare: ambedue, calamitando il voto degli arrabbiati e delusi dall’ottennato di moscio liberismo obamiano, avrebbero fatto il pieno. Ma il candidato della sinistra democratica avrebbe alla fine prevalso perchè più credibile e navigato rispetto all’incognita Trump”.

C’è poi un lungo excursus, ma andiamo all’attualità politica, soprattutto per capire il peso che i socialdemocratici e altre “idee” politiche affini potranno avere un futuro, a cominciare da oggi.

“I socialisti democratici, i progressisti, i liberal e i radicali a tinta rosa, che con liberali e democristiani hanno fatto l’Europa e il mondo libero e ricco nel quale abbiamo vissuto finora, riusciranno a far tornare alla ‘casa naturale’ i voti che sono usciti verso i nazionalisti alla Trump, solo se torneranno al popolo dal quale provengono”.

“Nel decennio di crisi, decine e decine di persone, lavoratori intellettuali e ceti medi, sono state spinte indietro, in termini di status sociale e di reddito, mentre vedevano nella porta accanto crescere privilegi e ricchezze ingiustificate, avendo talvolta il sospetto se non la certezza che la politica, anche quella di uomini di sinistra, fosse complice del disastro in corso, per corruzione e/o ignavia”.

“Bisogna che quella sinistra torni a parlare alla gente, proprio come ha fatto Sanders con i giovani progressisti statunitensi, e che in quel parlare rimbalzino i fatti che la gente soffre sulla sua propria carne ogni giorno: dalla crisi della famiglia, alla solitudine, all’insicurezza cittadina, alla criminalità, alle inefficienze amministrative, ai furti di denaro pubblico, alle disonestà, alle vecchie e nuove  povertà. Quella sinistra deve dialogare con le persone che stanno male in termini personali e/o sociali, usando il linguaggio della verità, anche quando non è in grado di dare immediatamente le risposte che si cercano. E deve ascoltarle”.

“Nessuno meglio dei socialisti democratici può rilanciare il welfare e lo stato sociale sul quale è stata costruita la liberazione di intere società dal bisogno e non solo in Europa. Dicano alla gente che sono pronti a tornare all’“economia sociale di mercato” e poi la rimettano effettivamente in campo, rendendola compatibile con l’esigenza di equilibrio dei conti pubblici, ovvio. E’ la carta vincente per ‘riportare’ gli elettori nella casa della democrazia e far loro evitare i rischi del populismo”.

“Rilancino l’Europa. Nessuno meglio dei socialisti può imporre nell’agenda degli europei la questione del salto politico che l’UE deve compiere, pena la sua disintegrazione nel medio termine. Ed è un salto politico che deve includere la politica di difesa, la protezione delle frontiere, il muso duro con chi non vuole rispettare le leggi interne all’Europa e quelle della comunità internazionale”.

“Per queste politiche occorrono leader adeguati: sembra francamente bizzarro che non ce ne siamo in un ambiente che ha prodotto, per stare all’ultimo mezzo secolo, calibri come Olof Palme, Willy Brandt, Helmut Schmidt, Bruno Kreisky, Bettino Craxi, Felipe Gonzales, Mario Soares, Jacque Delors, Francois Mitterand”.    

 

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