CONFINE BOLLENTE – LA GENDARMERIE SCARICA IMMIGRATI A CLAVIERE

Fronte immigrati. Viene a galla in questi giorni un ennesimo esempio di palese violazione di regole e leggi internazionali da parte dei cugini d’oltralpe. Il 12 ottobre scorso un furgone della Gendarmeria francese ha scaricato due immigrati di origine africana in Val di Susa nella campagna di Clavière, piccolo comune delle Alpi torinesi a poca distanza dal confine. Il fatto è avvenuto nei pressi di un boschetto, in prossimità di una galleria. Compiuta la missione, il mezzo delle autorità francesi ha passato nuovamente il confine. Le immagini sono state consegnate dalla Digos alla Procura di Torino, che ha già aperto un fascicolo.

Si tratta peraltro di una zona particolarmente monitorata per la presenza di gruppi di antagonisti legati a “Briser Les Frontieres”, basti pensare che nei giorni scorsi le forze dell’ordine italiane avevano sgomberato la chiesa di Clavière perché era stata adibita a ricovero per immigrati e ribattezzata “Chez Jesus”.

Il segretario PSDI Renato d’Andria. In apertura il confine di Clavière

Quanto accaduto conferma che i francesi proseguono nel “metodo Ventimiglia”, nonostante la linea dura adottata da Matteo Salvini sul fronte migranti. «Pretendiamo chiarezza da chi ci fa la predica ogni giorno», ha caricato il ministro dell’Interno, sollecitando l’intervento immediato della Farnesina. Non se lo è fatto dire due volte il titolare degli Esteri Enzo Moavero, che si era già mosso chiedendo un preciso chiarimento sull’ennesimo episodio che rischia di incrinare ulteriormente i già tesi rapporti tra Italia e Francia.

Da tempo il segretario PSDI Renato d’Andria ha indicato una strada assai più lungimirante di quella dei respingimenti selvaggi o dello scaricabarile tra Paesi, cui ci hanno abituato le cronache degli ultimi tempi: un piano serio di investimenti dei governi europei, compreso il nostro, nel Paesi d’origine dei migranti, per creare in loco condizioni reali di sviluppo, specie nei settori primari di agricoltura e pesca. Unica via, questa, per arginare l’ondata migratoria delle prossime generazioni, cominciando da questa. Ma sempre nel segno della salvaguardia dei diritti umani.

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