Celebrato il centenario dell’Aula di Montecitorio dimenticando il Padre Costituente Saragat

Celebrare i cento anni dell’Aula di Montecitorio cancellando la memoria di Giuseppe Saragat, il primo presidente di quella Assemblea Costituente che ha dato vita ed anima alla Camera dei Deputati. E’ quanto accaduto lo scorso 20 novembre quando il presidente della Camera Roberto Fico ha guidato le celebrazioni del centenario, restando impassibile alla visione del docufilm che oscura la figura di Saragat, oltre a quella di Silvio Berlusconi.

Vibrata la protesta dai banchi di Forza Italia, in prima fila il deputato Paolo Russo, che era approdato nel partito fondato da Berlusconi dopo la lunga militanza nel PSDI. «Gli unici oscurati nel docufilm proiettato in occasione del centenario dell’Aula della Camera dei deputati – ha attaccato Russo in una nota – sono stati Giuseppe Saragat e Silvio Berlusconi. Dell’uno si è incomprensibilmente dimenticato che ha presieduto l’Assemblea Costituente, e che, dando prova di profondo rispetto delle istituzioni, avverti il bisogno di dimettersi quando assunse la guida del Psli prima e del Psdi poi a seguito della scissione di Palazzo Barberini. Esemplare esempio di responsabilità istituzionale e di lungimiranza, vincendo, con la sola forza delle sue ragioni ideali, quel destino cinico e baro che avversava la sua formazione politica».

«Silvio Berlusconi – rincara la dose il deputato forzista – viene cancellato perché ha rappresentato e tutt’ora rappresenta l’icona vivente di ogni battaglia contro l’ideologia comunista, l’intolleranza ed il pregiudizio ideologico, a difesa del valore supremo della libertà, a tutela dell’individuo e contro ogni manifestazione oppressiva dello Stato etico». «Citare Saragat e Berlusconi – conclude Russo – avrebbe significato indicare chi, nel suo tempo, è stato osteggiato ed attaccato oltre ogni ragionevole limite, anche dalla magistratura, eppure non ha smesso di guardare oltre, indicando la strada del rispetto della persona, del sostegno agli ultimi e di equilibrata attenzione al mondo del lavoro e della produzione. Di tutto questo la ‘politica’ prepotente ha timore».

«Rilanciamo la protesta di Paolo Russo nel nome del nostro fondatore Giuseppe Saragat, aggiungendo che segnali come quello arrivato dalle celebrazioni del 20 novembre suscitano perplessità ed inquietudine». Così il segretario PSDI Renato d’Andria. Il riferimento è all’articolo pubblicato dal Giornale mercoledì scorso, a commento del discorso tenuto dal presidente Fico in quella occasione. Non pochi infatti hanno colto, nella parte finale del suo intervento, un rimando nemmeno troppo velato alle teorie orwelliane della Casaleggio sul superamento della democrazia rappresentativa e l’avvento di un’età dell’oro della “democrazia diretta”. Fico ha infatti affermato di «credere fermamente» nel fatto che «il Parlamento debba essere un’istituzione culturale, capace di ascoltare direttamente le richieste dei cittadini e comprendere le loro aspettative».

A completamento dello scenario delineato, il presidente della Camera ha aggiunto che «l’apertura di questa istituzione va realizzata anche valorizzando tutti gli strumenti di partecipazione dei cittadini al processo legislativo e alla definizione delle politiche pubbliche». Chiaro il riferimento alle modifiche della Costituzione che il Movimento 5 Stelle ha già depositato, «a cominciare – sottolinea il quotidiano diretto da Sallusti – dall’introduzione del referendum propositivo senza quorum, una sorta di plebiscito che scavalcherebbe completamente il ruolo del Parlamento».

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